O Madre del Signore,

bella più delle gemme,

tu oscuri

lo splendore del sole,

brillando alta

sopra i soli e
gli astri.


Più candida

del bianco vello

e più scintillante dell'oro;

più fulgida del raggio

e più dolce

del favo di miele;

più soave

e molto più rubiconda

delle rose a porpora.

Sei amabile, benigna,

luminosa, pia,

santa e veneranda;

sei fiore, decoro, altare,

candore, palma,

corona, pudore!

Grazie a te,

tutti i confini della terra

hanno meritato la salvezza,

il mondo intero si rallegra,

come pure il mare,

la spiaggia, il cielo!

Benché indegno nel mio cuore,

ti sussurro queste cose

con la bocca;

sii per me

una speranza di perdono,

tu che porti

la potenza del mondo!

Con questi versi del noto autore del VI sec., Venanzio Fortunato, ha chiuso la sua omelia Dom Giuseppe Roberti, Priore dell’Abbazia di Montecassino, che oggi ha presieduto la Celebrazione conventuale nella Basilica Cattedrale.

E le sue parole non potevano che essere un sentito e amorevole inno a Maria, in questa festività della seconda settimana di Avvento:

“Se volessimo utilizzare una espressione per riferirci alla Solennità odierna, la potremmo definire il trionfo della Bellezza, la celebrazione della Bellezza perché oggi la Liturgia, attraverso la parola di Dio, ci invita ad elevare lo sguardo del nostro cuore per contemplare la bellezza del capolavoro della Creazione di Dio: Maria di Nazareth, Maria Immacolata.

La Liturgia utilizza aggettivi su aggettivi per celebrare la bellezza di Maria, che è, appunto, bellissima perché riflette la bellezza del Creato che è la bellezza di Dio. Maria, non sfiorata neppure dall’ombra di un peccato, brilla dinanzi a noi come bellezza incontaminata che riflette in tutto la bellezza di Dio.
Lasciamoci affascinare da questa bellezza, lasciamoci afferrare da essa, da quella bellezza capace di affascinare il cuore e salvarlo.

La bellezza salverà il mondo”, così è stato scritto. Ebbene, carissimi fratelli e sorelle, lasciamo entrare Maria nella nostra vita perché, come ben diceva e scriveva il santo Paolo VI, a niente servirebbe lasciarsi affascinare dalla bellezza di Maria e contemplarla o entusiasmarsi per essa se non la facessimo entrare nella nostra vita, nel nostro cuore. Se, dunque, non ci lasciamo trasformare da Maria.

Questo è, dunque, il messaggio della Festa di oggi, che ci invita a riflettere sulla bellezza del Natale, perchè possiamo infatti considerarla come la porta attraverso la quale arriveremo a celebrare il Natale. Maria è l’Alba che precede il Sole di Giustizia che è Cristo Gesù.

Domandiamoci allora: ‘Cosa porta Maria nella mia vita?’ Non lasciamoci abbagliare da bellezze effimere. Fissiamo il nostro cuore nella bellezza di Maria, riflesso purissimo della Bellezza di Dio. Diciamo con lei il nostro sì al Signore. Perchè la santità di Maria sta proprio nel suo sì al Signore, alla Annunciazione: lei ha accettato il progetto di Dio, ha accettato di diventare Madre di Dio e di collaborare con il Figlio ci ha redenti.

E non dimentichiamo che è un desiderio di Cristo che Maria debba entrare nella nostra vita : Gesù, mentre era sulla croce, ha consegnato sua Madre al discepolo e così facendo l’ha consegnata a tutti noi. Ce l’ha consegnata affinché potessimo trasformare la nostra vita.

Lasciamoci quindi trasformare dalla bellezza di Maria. Solo quando permetteremo alla Madre di Dio di trasformare il nostro cuore in abitazione degna di Dio, allora saremo veramente devoti di Maria.”