PENTECOSTE
Anno C


Prima lettura (At 2,1-11)
Nel racconto degli Atti degli Apostoli, la discesa dello Spirito Santo è descritta attraverso due manifestazioni: il fragore – “quasi un vento che si abbatte impetuoso” sulla casa nella quale si trovavano gli apostoli, e l’apparizione delle lingue di fuoco che si posano su di essi. Il risultato è che quegli uomini rinchiusi in casa per paura vengono investiti dalla potenza dello Spirito Santo e trasformati in annunciatori consapevoli e coraggiosi di Gesù!
Traiamo qui il primo insegnamento: lo Spirito ci rende testimoni del Vangelo di Gesù. Il fatto poi che l’irruzione dello Spirito si verifichi nella “casa” in cui si trovavano gli apostoli, ci dice che Esso agisce nei luoghi della nostra quotidianità, e non semplicemente – come saremmo portati a pensare – nei luoghi sacri, perché è nei luoghi nei quali viviamo che dobbiamo rendere la nostra bella testimonianza. In secondo luogo, il fatto che lo Spirito si posi su ciascuno degli apostoli sotto forma di lingue di fuoco, mette in risalto come Esso si offra a tutti, nessuno escluso, purché vi sia il desiderio di accoglierlo.
Questo aspetto – magnificato fino a raggiungere una dimensione universale – è presente anche nel prodigio degli apostoli che parlano in lingue diverse, come è costatato dagli astanti: «Come mai ciascuno di noi sente parlare nella sua lingua nativa?». Vi è un’evidente allusione alla torre di Babele e alla confusione delle lingue generatasi durante la sua costruzione. Ora quella frattura viene ricomposta tramite l’azione profonda dello Spirito, che si rivolge a tutti gli uomini nell’intento di affratellarli attraverso il linguaggio dell’amore che promana da Dio e che Esso – lo Spirito – riversa nei nostri cuori.

Vangelo (Gv 14,15-16.23-26)
Parlando ai suoi discepoli prima della sua passione e morte, Gesù afferma che il Padre darà loro un altro “Paraclito”, un termine che può essere tradotto con “avvocato”. Lo Spirito Paraclito donato ai credenti sarà, infatti, il loro difensore, parlerà, cioè, in loro favore, rimanendo sempre al loro fianco.
Il motivo per cui lo Spirito rimane sempre con noi è quello di insegnarci ogni cosa e di ri¬cordarci tutto quello che Gesù ha detto e fatto. Lo Spirito, infatti, non insegna nulla di diverso rispetto al Vangelo di Gesù, e tuttavia ce lo ripropone in maniera sempre nuova, così che esso possa continuare a mostrare la sua verità e la sua significatività in ogni circostanza e in ogni tempo. Il riportarci sempre al cuore delle parole e dei gesti di Gesù, fa sì che la “buona novella” non si assopisca dentro di noi, ma mantenga tutta la sua forza e la sua vitalità e continui ad interrogarci, ad illuminarci, ad animarci e a corroborarci nel nostro cammino di quaggiù.
Lo Spirito realizza le parole di Gesù che abbiamo sentito nella pagina evangelica oggi proclamata: Lui e il Padre desiderano prendere dimora presso di noi. E questo avviene proprio grazie alla presenza dello Spirito, l’ospite dolce dell’anima, Colui che ci illumina, ci riscalda, ci consola e ci aiuta a conformare il nostro cammino al Vangelo di Gesù, rendendoci vulnerabili all’amore di Dio e testimoni di questo suo amore nel mondo.

Sacramento della Cresima
Alla luce di quanto sopra, vorrei ora rivolgermi a coloro che tra poco riceveranno il sacramento della Confermazione o Cresima, soffermandomi sui due elementi che compongono questo sacramento: l’imposizione delle mani accompagnata dalla preghiera di invocazione allo Spirito Santo e l’unzione con il sacro crisma. L’una e l’altra indicano una relazione di appartenenza: noi siamo di Dio e siamo chiamati a stabilire con Lui una relazione di figliolanza, grazie alla Spirito Santo che ci immette nella comunione con Dio e ci fa gustare la bellezza e la forza di essere da Lui amati.
Prima di invocare lo Spirito Santo affinché effonda i suoi sette doni sui cresimandi ci sarà un momento di silenzio. È il momento propizio per mettere dinanzi allo Spirito Santo i punti di debolezza e soprattutto i punti di forza che vi caratterizzano, perché Esso vi aiuti a non cedere allo scoraggiamento dinanzi ai primi e potenzi sempre di più i secondi.
Anche l’unzione con il sacro crisma – chiamata “sigillo” (v. formula di confermazione: “N., ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”) – richiama l’appartenenza del credente a Dio e il suo impegno a fare della propria vita un riflesso vivente del vangelo di Gesù. Con il sacramento del battesimo siamo divenuti figli di Dio; con il sacramento della Confermazione ci è donata quell’energia divina che sostiene, illumina e santifica il nostro cammino di sequela di Gesù, portando a perfezione quanto è avvenuto in noi nel Battesimo.
Non va dimenticato, infine, che l’olio diventa “crisma” grazie al “balsamo”, ossia all’essenza profumata con la quale viene mescolato. Il crisma con il quale sarete segnati sulla fronte è, dunque, un invito a testimoniare nel mondo il profumo dell’amore di Cristo.

Padrini e madrine
Essi devono soprattutto farsi trasmettitori della forza e della consolazione dello Spirito Santo. Su di essi i cresimati devono poter contare, certi che essi sono lì a sostenerli e a incoraggiarli con la propria testimonianza nel loro cammino di fede. Anche tutti noi siamo chiamati a stare loro vicino con la preghiera e con l’esempio di perseveranza.

Servizio Fotografico di Roberto Mastronardi